Milano Running

Stramilano, San Giuseppe e riflessioni

È stato un weekend molto intenso, tra tradizione, competizione e riflessione. Vi chiederete cosa hanno in comune la Stramilano e San Giuseppe? Beh nulla, tranne una vicinanza temporale, in questo 2016.

San Giuseppe, patrono dei falegnami e dei lavoratori, celebrato il 19 marzo, mi ha fatto tornare giù nel mio paesello calabro per una festa molto importante. Una tradizione per la mia azienda e per la mia famiglia, la quale mi fa percepire, sempre di più, quel senso di appartenenza.

san giuseppeTradizione anche la Stramilano, giunta al 45esimo anno, che per me è stato il secondo. Perché appunto, terminati i festeggiamenti nel mio paese natale, son tornato nella mia città adottiva per competere. Una Stramilano particolare quella di quest’anno, ricca di numerosi avvenimenti, spunto di numerose riflessioni.

In una caldissima giornata, con la primavera alle porte, alle ore 11:15 siam partiti. Ero carico ma l’importante è sempre il divertimento e quindi non ho dato il massimo. Avrei potuto “tirare” ma ho preferito godermela e comunque ho portato a casa il mio nuovo PB (personal best) sulla mezza, di 1:45:35.

stramilano

Sono molto soddisfatto, più che del tempo ottenuto, della costanza che ho avuto: grazie al mio braccialetto polar ho potuto verificare che la mia velocità è stata abbastanza costante durante tutto il percorso (escluso il momento il cui mi sono scontrato con un pedone).

stramilano

Alla fine era quello che mi ero prefissato (erano settimane che dicevo: “…almeno 1:45…”) e dopo mesi di dieta ferrea in cui il farro è diventato il mio migliore amico, in cui ho detto di no alle serate, in cui ho buttato tanto di quel sudore, alla fine ho raggiunto l’obiettivo.

Tutto questo, un po’ mi ricorda il nuovo spot della Asics (si non solo la Nike fa spot emozionali). Nonostante ti privi di tante cose, tutto ciò non ti pesa, perché lo vuoi e ne vuoi ancora!

Ma ieri c’era una persona che lo voleva più di me, più di tutte le migliaia di partecipanti, lui è Constantin Bostan, un Urban Runners, e penso che la foto esprima tutto, più dei miei superflui commenti.

stramilano

Ah, è stata un’edizione da record: 63000 partecipanti alla non competitiva e 6800 alla mezza maratona, vinta dal keniota James Wangari con un tempo di 59:12.

Sfortunatamente uno di noi (si dico uno di noi perché tra runners siamo solidali) è venuto a mancare giunto al traguardo. Un 29enne, Fabio Capello, per il quale non c’è stato nulla da fare; da qui sono sorte molte riflessioni e polemiche a riguardo.

Credo che a volte, non ci debba essere per forza un capro espiatorio: un’organizzazione, un qualcuno da incolpare. Possiamo essere super controllati (e in Italia i controlli previsti sono molto rigidi) ma a volte capita. Vi invito a leggere un articolo serio, tra i tanti che sono stati pubblicati nelle ultime ore, (ringrazio Roberto Nava per averlo pubblicato) nel quale si spiega la morte improvvisa da sport -> “Si può morire di corsa?”.

Forse mi sono dilungato troppo, ma dulcis in fundo… è arrivato il momento dei ringraziamenti, a chi mi è stato vicino, a chi mi ha dato dei suggerimenti e a chi mi ha allenato. Comincio con Playmore e il corso di running tenuto dalla stupenda Beatrice, dai suoi consigli sulla tecnica, all’abbigliamento, alla dieta. Continuo con Mattia, anche lui con i preziosi consigli e supporto e spero mi perdonerà per le logorroiche conversazioni (come del resto risulterà questo post). C’è anche Domenico, presente da tanto tempo, con i suoi consigli e un grande supporto morale. Poi ci sono tutti i miei amici, ai quali non ho degnato della mia presenza agli aperitivi vari e anche i miei coinquilini, che hanno dovuto sopportare i miei regimi alimentari.

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