Running

🇮🇹 Non ci vediamo alla Fine d’Europa

Questa corsa non s’ha da fare, né domani, né mai. Nessun “bravo” minaccioso all’orizzonte, bensì un corpo che ha bisogno di riposo e che alla Fine d’Europa non ci arriverà mai.

Riprendendo e stravolgendo qualche passo de “I promessi sposi”, Camisiri vi racconterà la sua “non gara” di domenica scorsa. Avrebbe dovuto correre dal giardino dell’Eden (Sintra) fino alla Fine d’Europa (Cabo da Roca).

E’ ancora buio pesto, alle ore 6 di domenica 28 gennaio, quando la sveglia di Camisiri inizia a trillare all’impazzata. E’ arrivato il momento di alzarsi, vestirsi, far colazione, prendere il borsone e andare a prendere il treno.

Ma CamiSiri si sveglia con una brutta sensazione, sia fisica che psichica. Sentirsi stanco, affaticato, con le gambe di legno e la voglia di girarsi dall’altro lato, non sono certo i buoni propositi di una gara podistica.

In una gara il corpo viene spinto, portato ad uno sforzo superiore, subisce dei traumi e per questo, ci si allena (non solo correndo) al fine di arrivare sereni, pronti e forti.

CamiSiri non stava affatto così e in quegli attimi il pensiero è stato lucido e razionale: oggi non posso correre!

Il motto “no pain, no gain” ronza spesso in testa ma è qualcosa di poco razionale. Fondamentale per i runner è ascoltare il proprio corpo. Bisogna comprendere i messaggi più o meno subliminali che ci invia.

Perché andare ad affrontare uno sforzo eccessivo e per il quale non ci si sente pronti? A volte possono bastare poche ore di riposo, magari rinunciando ad un allenamento o ad una gara, per riportare la la nostra “macchina” in equilibrio e in salute. Saper recuperare dalle fatiche è fondamentale quanto correre.

E quindi Camisiri alla Fine d’Europa non c’è mai giunto e ha passato una domenica nel pieno relax, tra i pancake (ogni tanto la dieta la sgarra), un po’ di esercizi di yoga, con il suo amico foam roller (che gli sta cambiando la vita) e un po’ di plank.

Adesso Camisiri è alle prese con una gara ben più importante… ancora non dico nulla ma penso si sia capito. Alle prese con tabelle e ripetute, vi invito a riflettere e ad ascoltare maggiormente il corpo, per evitare traumi ben più importanti.

 

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