#CamiSiriMarathon

Le farfalle nello stomaco #CamiSiriMarathon

Hai presente quei momenti in cui ti senti le farfalle nello stomaco? Segno che probabilmente ti sei preso/a una bella cotta per qualcuno/a… Io invece sono solo in ansia per la Maratona, ma la sensazione è identica!

Faccio una piccola premessa, se mi conosci, saprai bene che la maratona l’ho già corsa e che questi post con la relativa pubblicazione dei video sono in differita (vi informerò quando disporrò di una regia e di una redazione)

Ormai mancano pochi giorni e il mondo intero si chiede come io stia. A momenti non lo so nemmeno io: studio, faccio la casalinga disperata, mangio biscotti (tanto sono carboidrati quindi vanno bene), esco, entro… faccio qualsiasi cosa pur di non pensarci. In quei pochi istanti in cui il mio cervello va a pensare ai quarantaduemilacentonovantacinque metri, consumo bustine e bustine di camomilla e tisane varie, sperando che quel cosiddetto effetto “placebo” faccia qualcosa.

Ma è inutile, ho le farfalle nello stomaco! Come se dovessi andare al primo appuntamento, che, in un certo senso, questo potrebbe esserlo. Primo appuntamento con Maratona… nah!!!

Mentre leggete i miei pensieri che frullano (alla Joyce), il tempo scorre e sarebbe il caso anche di preparare la sacca per la gara. Solitamente i top runners portano due robette, io sono il classico tipo che si porta il mondo, come se dovesse andare a correre nel deserto o chissà dove Tranquilli, non farò l’elenco altrimenti questo posto potrebbe tendere all’infinito (come i limiti ahah).

La mia ultima settimana, quindi, concretamente, è fatta di ansia, tonsille, di un consumo maggiore di carboidrati (ovvio, per aumentare le riserve di glicogeno) e dagli scarichi o tapering run (se vogliamo essere un po’ internazionali).

Si, ho detto tonsille!! Le mie adorate tonsille hanno iniziato a divertirsi e ho dovuto placare questa gioia con del potentissimo antibiotico. Ma eviterei l’argomento che potrebbe mandarmi su tutte le furie.

L’ultima corsa prima del grande evento, è stata particolare e mi ha dato la giusta carica per poter affrontare la “tipa”. Venerdì 30, quei pazzi  dei London Midnight Runners sono approdati in terra portoghese, per correre come sono soliti fare una corsa alle porte della notte. E così ho corso la Lisbon Midnight Music Run, una corsetta di 10km per le vie della città, con la musica a palla e facendo degli esercizietti a giusto un po’ massacranti. Il tutto si è concluso a mezzanotte, con una bella birra (e certo, l’alcol prima dell’appuntamento è l’ideale…). Ancora il video della serata non c’è, vi posto giusto qualche foto… ma se volete farvi un’idea di questa roba pazzesca, guardate cosa hanno fatto a Barcellona.

Poi è arrivato sabato e la quantità di tisane è aumentata, le farfalle volavano vorticosamente e le mie ghiandole surrenali non ce la facevano più a produrre quest’adrenalina, mi imploravano!!

E poi si è giunti a domenica… ah ma questo è i prossimo post! Vi lascio con qualche foto degli ultimi allenamenti e un video che ho fatto venerdì.

Il video è senza tagli… quindi chiedo perdono per le cretinate che racconterò

Morale della favola: quando evidenzi sulla tua scheda l’ultimo allenamento fatto, ti scende la lacrimuccia perché l’allenamento è terminato, è passato tanto tempo, tanti chilometri, tanto sudore, gioie e dolori; ma l’adrenalina e l’ansia ti riportano sulla retta via, perché il focus è quello:

CamiSiri corriquei quarantaduemilacentonovantacinque metri!

 



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