Milano

Ciao Milano con i tuoi 1000 dialetti

In un giorno come tanti, con il traffico nel centro
con 2 suore che camminano vicine in una piazza
con un grande monumento
con l’america nei bar,
con la moda sempre in festa
con la gente che lavora sempre troppo
e una strana atmosfera d conquista
con i taxi sempre un po’ incazzati
e i turisti anche loro un po’ di fretta
con sempre quella strana
voglia di andar via perchè altrove,
forse, c’è qualcuno che ci aspetta
è Milano, con i suoi 1.000 dialetti,
con le settimane lunghe e con gli uffici,
con le abbronzature a 100.000 watt
e con la vita appesa a 1.000 sacrifici

Inizia così questa meravigliosa canzone di Alex Britti, che narra una Milano di inizio millennio, ben diversa da quella odierna, ma pur sempre la Milano dai 1000 dialetti (ma chi vuoi che lo parli oggi?) dove la gente lavora sempre troppo e la moda (e pure il design) è sempre in festa.

Quella Milano cui oggi ho detto ciao. Ho detto ciao a quella Milano che due anni fa mi ha accolto, mi ha adottato, mi ha fatto crescere e mi ha anche fatto mettere l’articolo davanti ai nomi di persona (si salvi chi può).

Questa è la vista dello Skyline dalla Montagnetta

Questa è la vista dello Skyline dalla Montagnetta

Oggi ho detto ciao a Via Solari, ai giardini di Via Terraggio, alle pizze di SoloPizzaCaffè, ai martedì all’Executive, ai venerdì al Blanco, ai caffettini del bar Gnomo, alla Montagnetta, al Naviglio Grande, alle Gallerie di Piazza Scala, a Rizzoli in Galleria, a Piazza Beccaria, al Playmore, ai sushi e agli aperitivi, alle Enjoy che non so parcheggiare, al 14 che non arriva mai…

Oggi ho detto ciao ad Andrea, Alberto, Ludovica, Piero, Gianluca, Serena, Elisa, Filippo, Rocco, Francesca, Ale, Mattia, Bea, al gruppo del Playmore, alla social street di Via Solari, ai Marziani, Nikita, Andrea, agli Abusivi, a Casa Terroni, Marco, Simone, Davide, Manuel, Mia, Jose… (dimenticherò sicuramente qualcuno)

Oggi ho detto ciao ad una parte della mia vita, ho detto ciao a tutto questo. Oggi ho detto ciao ma non addio. Nonostante sia cosciente che tra sei mesi ritornerò oggi la malinconia mi pervade e il viaggio odierno in treno aiuta. Però si apre un nuovo capitolo, una nuova esperienza, una nuova vita.

CamiSiri (l’autore e non il blog) sa bene che il suo stato d’animo potrebbe non proprio interessare i suoi lettori ma Camisiri (il blog e non l’autore) è il suo “alter ego”, quindi non poteva non imprimere questo momento della sua vita qui.

Dalle campagne toscane, a bordo del Pietro Mennea (ma guarda tu che coincidenza ahah)… un bacio.

Faccino triste...

Faccino triste in Via Solari

A presto Milano.

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