Lisbon

🇮🇹 Adeus Lisboa

Adeus è quella parola, nella lingua portoghese, che si utilizza per dire addio. E CamiSiri ha dovuto utilizzarla per dire addio al Portogallo.

Era una calda giornata di settembre quando atterrai in quel Paese così a ovest, in quella città affacciata sulle rive del Tago, baciata dal sole. E poi, più veloce di uno schiocco di dita, è arrivato marzo. Un piovoso marzo in una Milano, coi suoi mille dialetti, e io qui su questa scrivania a ricordare quest’ultimo semestre.

Sei mesi sono veramente pochi ma se vissuti con un certo spirito, possono cambiarti. Il tutto è trascorso molto velocemente: la nuova università, la maratona, la conoscenza di nuovi amici, il Websummit, i viaggi, le cene, i pasteis a merenda…

 

Mi ero proposto di aprire una rubrica, qui su CamiSiri, quella famosa “Accadde a Lisbona”, che in effetti ho aperto, e  mai riempito. Perché non è necessario che tutto ciò che accada venga messo per iscritto qui. Certo, CamiSiri è il mio alter-ego ma ciò non vuol dire che se qualcosa non sia presente qui, CamiSiri non l’abbia vissuta. E quindi ho deciso semplicemente di vivere a pieno questi mesi e, ahimè, abbandonare un po’ CamiSiri.

Ma CamiSiri non si offende, anzi approva. E se qualche follower potrà essere deluso, posso semplicemente dire che ci sono momenti che è più bello salvare nel cuore. Quindi quella rubrica non verrà mai riempita e semmai adesso, con questo post.

In Portogallo ho imparato tante cose. Ho imparato il portoghese, ho imparato a cucinare i piatti portoghesi, ho imparato a vivere la vita in modo più rilassato e soprattuto ho imparato cosa vuol dire saudade, che sto attualmente provando.

La saudade, termine non proprio traducibile, è quel sentimento/stato d’animo affine alla nostalgia, alla malinconia per ciò che si è perduto ma al tempo stesso vi è quel pizzico di speranza/allegria per il furto che verrà. È alquanto difficile da spiegare e forse, solo un portoghese può farlo bene. È quel sentimento che è presente nelle poesie di Camões e nel Fado di Amália Rodrigues.

C’è solo una cosa che non ho imparato: perché gli abitanti di Lisbona sono definiti Alfacinhas. Ho chiesto, ho letto… ma non ho ancora trovato una definizione univoca e corretta.

Penso che sia il caso di chiudere questo post qui. Ho raggiunto lo scopo: comunicare che CamiSiri non vive più in Portogallo e che è un po’ triste in questi giorni, o meglio prova molta saudade. Non andrà di certo a scrivere o a dire “Obrigado Lisboa” o qualcosa di affine, ma semplicemente vuole ringraziare le persone che per sei mesi sono state parte della sua vita, a chi è stato la sua famiglia e ai nuovi amici. Chi lo sa, lo sa già e quindi citarli è superfluo.

Ciao Ciao Lisbona, è stato bello!

 

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